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La Pagella di Andrea Agnelli, II Trimestre


Settimo appuntamento per valutare il secondo trimestre della seconda stagione che vede l'alunno presidente della nostra Juventus. Agnelli, già ripetente dopo la disastrosa stagione passata, è subito richiamato a impegnarsi in tutte la materie date le gravi insufficienze mostrate. Com'è andata?



GESTIONE SPORTIVA

Persiste l'aumento del numero dei fuori rosa, sdoganati e poi ri-doganati ad eccezione di Amauri la cui esclusione permanente serviva ad appesantire creativamente il bilancio. D'altra parte la scommessa Conte si sta rivelando azzeccata. Non solo per le abilità di un allenatore, quanto per l'autonomia di selezione e gestione degli uomini a disposizione che l'alunno ha voluto concedergli. Marotta acquista per fatti suoi? Conte ha la libertà di scegliere a sua volta per fatti suoi, rispondendone direttamente ad Agnelli. Una scelta coraggiosa dell'alunno che potrà portare a due semplici conseguenze: 1. Se la squadra vince, è merito di Conte che ha fatto miracoli con quel che aveva; 2. Se la squadra perde, la colpa è di Agnelli che ha dato pieni poteri all'allenatore. Diversamente la scelta non potrebbe definirsi coraggiosa.

GESTIONE ECONOMICA

Parzialmente sventato dalla Consob il colpo di stato ai danni dei piccoli azionisti, la situazione resta peggiore dell'anno in B e c'è il rischio concreto che il titolo esca definitivamente dalla borsa. Il lato positivo è che la società potrebbe muoversi con meno regole da rispettare, a mo' dell'inter. Quello negativo è che i tifosi/azionisti perderebbero quell'unica finestra annuale in cui, da padroni di uno spicchio di società, potevano far sentire le proprie ragioni senza filtri. Certo è che se si vuole la libertà di Moratti e Berlusconi, bisogna garantirne anche la dote economica. Non ci sarà più la scusa del non poter iniettare liquidi "perché siamo quotati in borsa".

GESTIONE SOCIETARIA

Blanc è andato a far danni fuori da Torino e dai confini nazionali, questo è bene. In compenso ora abbiamo un nuovo mantenuto dai capelli corvini. Bene la risoluzione veloce del "caso Pavel", se è mai stato un vero caso, e le valigie potenzialmente pronte per l'inutile Marotta. Ci saranno cambiamenti, non è dato sapere quali, per ora prendiamo quel che c'è di buono.

CALCIOPOLI

Male la ricerca del compromesso sotto il tavolo. Malissimo il "contrattino" pronto da firmare e fatto saltare da Della Valle. Peggio l'aver tacitamente certificato la colpevolezza di Moggi. Mentre arbitri, dirigenti ed ex dirigenti presentano denunce penali mobilitando le procure di mezza Italia, la società prepara un esposto per la Repubblica di San Marino, uno per Malta e un terzo per le camicie verdi padane, che hanno già fatto sapere al giornale rosa di essere incompetenti. Il ricorso è una farsa tale da indurre la Figc a chiedere celerità al TAR senza mettere da parte un solo euro sul fondo rischi.

COMUNICAZIONE

A settembre vi avevamo annunciato che sarebbe stata una stagione di propaganda e tale si sta dimostrando.  Dalle star del calciomercato, puntualmente rimandate alla sessione successiva quando questo si riapre, all'ingigantire la potenziale valenza di esposti (rivedete la famosa conferenza romana e le prime pagine delle settimane successive) che poi si sgonfiano puntualmente. L'unica comunicazione buona è quella dell'allenatore: sempre schietto, diretto e comprensibile. Dovrebbe essere il solo a parlare.

MARKETING

Romy Gai è sempre a Torino per giocare a golf. Una deviazione in sede, ogni tanto, resta una forte speranza da tanti anni ormai.

CALCIOMERCATO

Cosa vogliamo valutare? Quasi tutti gli acquisti onerosi fatti sono confinati fuori dalla rosa titolare. Conte sa bene che la responsabilità dei risultati è sua e fa giocare chi, tra quelli a disposizione, pensa agevoli meglio le manovre pianificate. Il primo a bocciare il mercato di Marotta è stato l'allenatore prima ancora di iniziare la stagione, con l'allontanamento di Ziegler. Poi fuori i pezzi pregiati Krasic (15mln) ed Elia (9 mln). Quagliarella (15mln) usato pochissimo. Bonucci (15,5 mln) un rincalzo. E con Vucinic che ha lo stesso score di Iaquinta in fatto di palle gol sprecate, a contendersi il titolo di cannoniere sono Matri e ben due centrocampisti. Stesso problema dell'anno scorso: troppi non-gol. Se da una parte Conte ha l'appoggio incondizionato del presidente, dall'altra non è aiutato dal direttore generale. Ferrara e Delneri sono scoppiati  verso metà stagione a causa dei troppi malumori nello spogliatoio. La speranza è che durante la sessione di mercato che sta per aprirsi sappiano disfarsi delle mine ancora inesplose e che non le rimpiazzino con altre; vedi Borriello. Se poi a volerlo è Conte, alziamo le mani, può chiedere anche Vampeta se lo ritiene utile. Bene il probabile rientro di Caceres, di cui non condividemmo il mancato riscatto, però a mancare è un terzino a sinistra. Tornando all'attacco, noi ci proviamo ogni volta: fate giocare Libertazzi.

PROSPETTIVE FUTURE

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PARTECIPAZIONE E IMPEGNO

Non si misurano dai premi ricevuti da giornali partecipati, dal circolo del golf rosa o del bridge parmense, dai complimenti di Petrucci e Moratti.  Forse dopo quasi due anni di presidenza non è ancora chiaro che il presidente Juve dev'essere prima di tutto e sopra a tutto presidente della Juve. Questo impone un impegno costante e continuativo che non lascia tempo agli altri "hobby".

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Continuiamo a credere che l'alunno sia influenzato da cattive compagnie. È in miglioramento rispetto a tre mesi fa, però resta una persona profondamente cambiata e diversa rispetto all'Andrea Agnelli che si presentò davanti ai nostri occhi nel 2010.










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