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Ma quante cazzate su Borriello!


Finché certe cose restano all'interno di un chiacchiericcio da bar, tra tifosi, è inutile star lì a precisare. Inutile anche farlo quando è un calciatore, la cui dote richiesta non è certamente quella comunicativa, ad azzardare qualche scusa. La situazione cambia quando un allenatore, non presente all'epoca dei fatti, imbocca la via della revisione storica di un fatto ben documentato e di dominio pubblico. Crediamo che, almeno l'allenatore, che finora è stato sempre molto aperto e sincero nelle sue dichiarazioni, debba sapere che quanto riferito dalla società è sbagliato. Una “minchiata”, come piace dire al presidente pro tempore.



Borriello, durante la conferenza di presentazione del 2010:
«Se sono qui, lo devo a Rosella Sensi che mi ha convinto con la sua passione. Io sono una persona sensibile e per questo ho abbracciato questo grande progetto in una grande squadra. Prometto di impegnarmi al massimo e dare l'anima per questa maglia. Ho tantissime motivazioni e questo è fondamentale per un giocatore»

La Sensi:
«Come presidente e come persona che lavora in questo ambiente da tanti anni posso dire che non c'è mai stata intenzione di fare uno sgarbo alla Juventus. Invece è importante che due giocatori di alto livello come Burdisso e Borriello abbiano scelto la Roma. Vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro.»

Marotta:
«Il giocatore ha detto che voleva una soluzione definitiva e non un prestito perchè stufo di esser sballottato qua e là»

Questo cosa significa? Che Borriello, com'è suo diritto, scelse la Roma. Scegliere tra due proposte significa che una la accetti e l'altra la rifiuti. Borriello ha rifiutato la Juve? SI. Scelta condivisibile? Per un tifoso no, perché alla Juve andrebbe pure per irrigare l'erbetta col contagocce. Per un calciatore è diverso, c'è chi si mette in gioco continuamente e chi cerca stabilità; Borriello desiderava la stabilità. Nel 2010 lo aveva confessato lo stesso Marotta.

Oggi la versione è cambiata: fu il Milan a interrompere la trattativa.

Borriello in conferenza: «Ai tempi del fatto venne preferita la formula della cessione definitiva e quindi non trovarono un accordo con il Milan e quindi io non ho mai rifiutato la Juventus»

Conte ieri: «Borriello non ha mai rifiutato la Juventus. Io penso che solo un pazzo scatenato possa rifiutare una grande squadra come la Juventus. Borriello non lo è. È capitata una situazione di mercato in cui la Roma garantiva il diritto di riscatto, perché aveva i soldi, la Juventus in quel momento soldi non ne aveva (??!!) e non garantiva niente al giocatore e alla società. Quindi per scelta societaria, in quel momento del Milan, le cose sono andate diversamente»

Marotta: «Mai la Juventus avrebbe potuto tesserare un giocatore che avesse manifestato in un passato recente un suo rifiuto categorico ad indossare questa gloriosa maglia. Per cui non si è trattato di un rifiuto, assolutamente, se non il fatto che il Milan intendeva cederlo definitivamente. Cosa che noi, per le nostre logiche, non avevamo potuto mai seguire.»

A parte che Galliani, l'amico di tavoli e di feste scudetto, l'avrebbe inviato dal presidente pro tempore con un jet privato piuttosto che dire di no. A parte questo, la questione è molto semplice: o i tifosi sono stati presi in giro nel 2010 o sono stati presi in giro oggi (insieme a Conte).

È del tutto comprensibile che non si dica ai tifosi che il riscatto di Borriello a fine stagione è sicuro, perché confessarlo sarebbe un reato pari all'istigazione e al procurato allarme. Però Albanese crediamo sia pagato per studiare strategie comunicative migliori del "diciamo (e facciamo dire) che non ha rifiutato". Specialmente in un quadro generale che vede la presa in giro ai danni del tifoso un punto cardine della gestione Exor dal 2006 ad oggi, come il togliere le castagne dal fuoco a chi si è fatto un nome sputando sulla Juve. Baldini ringrazia.






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